dopo giorni di silenzio, rieccomi qui. per la prima volta nella storia di questo blog, mi è stato commissionato un post, dal nostro caro maestro-diretuur-carnefice (bea docet)-mangiafuoco Moku: la verità sul rabbit. direi che come primo post italiano non è male.. ma si, dai, riprendiamo la vita da blogger alla grande, basta tristezza, basta lacrime! .. parliamo di cose serie!
allora.. torniamo indietro di un paio di mesi.
eravamo più o meno alla fine di aprile quando G. stava cercando di riprendersi da un grave incidente ed io e L. stavamo per raggiungere degli amici ad Amsterdam.
Amsterdam: la capitale dei canali, dei cannaioli, dei turisti disperati alla ricerca di qualcuno/qualcosa con cui accoppiarsi, la capitale dei sex shop. ed è proprio in uno di questi simpatici mercatini del sexo che si nascondeva l'oggetto del desiderio, l'unica cosa al mondo che avrebbe potuto lenire il dolore di G. ed accompagnarla durante sua lunga degenza: il mitico rabbit.

dicesi rabbit quel simpatico oggetto che "ti permette di fare in quindici minuti ciò per cui, senza, ci vogliono due ore" -per citare G.- ... dicesi rabbit quel simpatico oggetto di plastica, a forma -appunto- di coniglio, con due ancor più simpatiche orecchiette che vibrano... dicesi rabbit, in sostanza, il vibratore per sole donne che fa anche il massaggio al "clitoris" -sempre per citare G.-.
va beh.. morale della favola: G. sostiene che, per riprendersi dall'incidente, l'unica cura sia riempirsi di orgasmi e, poichè il suo compagno lavora e non può essere sempre -come dire- al suo servizio... un rabbit è proprio quello che ci vuole! facendo fatica a trovarlo in Italia, chiede a noi di comprarne uno ad Amsterdam.
e fin qui... tutto più o meno normale, a parte un leggerisssssssssimo imbarazzo al momento dell'acquisto (non essendo molto esperti in materia, non sapevamo bene quale scegliere, tra i vari modelli proposti... ).
il problema è venuto dopo.
compriamo l'oggetto del piacere -confezionato in pacco anonimo- ad Amsterdam il giorno prima di ripartire (io per Vilnius, L. ed A. per Milano), L. se lo infila nello zaino -maliziosi...-, prendiamo un simpatico trenino giallo e torniamo a L'Aja, dove alloggiavamo (a casa di P. e A., che ringrazio di nuovo per l'ospitalità).
ma, una volta a casa... lo zaino non c'è più. sparito. perso. o, forse, dimenticato. ma dove, dove dove?? non è possibile, siamo tutti nel panico. non ci interessa molto dello zainetto, della fotocamera, dei documenti, dei soldi... no: noi rivogliamo il rabbit!
seppur fuori stagione, quindi, si apre la caccia al coniglio. L. si ricorda di aver dimenticato -scusate il gioco di parole- il suo Eastpack sul portabagagli del treno... allora corriamo in stazione: ufficio oggetti smarriti.
"siamo spiacenti, l'ufficio è chiuso. tornate domattina". ma l'indomani i nostri voli sono molto presto.. come si fa?? facciamo due passi di riflessione tra i binari e decidiamo di ritornare al lost&found ed insistere.
la signora di prima non c'è già più: al suo posto, un'altra olandesina sui 45 che sembra disposta ad aiutarci.
L. spiega la situazione alla signora, ovvero : "domattina ho un volo per milano alle 7.30; un paio d'ore fa ho lasciato il mio zaino su un treno. l'avete ritrovato? potete aiutarci?".
la signora chiede "è un eastpack verde? è questo?" e, come per magia, lo estrae da uno scatolone. L. le si lancia al collo e tenta di afferrare lo zainetto ma.. l'olandesina indietreggia e, con un sospetto sorrisino stampato sul volto dice "eeeeeh no! devo prima assicurarmi che sia davvero il suo.. mi dica: cosa c'è dentro?".
panico.
io non riuscivo a trattenere l'imbarazzo e cercavo di nascondermi, in qualche modo, sotto al bancone... la signora che ci aveva accolto per prima riappare immediatamente appena sente la domanda della sua collega, anche lei con un sorrisino ebete stampato sul volto.. a L. viene da ridere, ma cerca di dare "vaghe" indicazioni: "ehm... dunque.. dentro c'è... un'agenda... dei documenti... una macchina fotografica..." e l'olandesina "sappiamo benissimo che c'è una macchina fotografica.... e poi? cos'altro?" .. e l'intero ufficio se la stava già ridendo da un po'....
io e L. non sapevamo più come rispondere, tanto era l'imbarazzo!! l'olandesina apre l'eastpack ed estrae il pacco non-più-tanto-anonimo.. TUTTI scoppiano a ridere. "vedete, signori... per ragioni di sicurezza, l'abbiamo dovuto aprire.. poteva essere una bomba... ma noi pensavamo fosse una Barbie (!!!!!) .... poi abbiamo visto la foto sulla scatola...".
che vergogna. avremmo voluto sprofondare nel suolo e non uscirne mai più.
ci siamo timidamente uniti alla risata generale, abbiamo preso il nostro zainetto, siamo usciti dall astazione -dove credo stiano ancora ridendo adesso- e siamo tornati a casa. dove, ovviamente, ci siamo voluti accertare che quell'aggeggio infernale, almeno, funzionasse. funzionava.
ma che vergogna. credo che, per un po', non ci faremo vedere alla stazione de L'Aja.. e faremo moooolta attenzione a non dimenticare mai più nulla sui treni!!
... cosa non si fa per gli amici, eh??
ps: il giorno dopo, in aeroporto, non è successo più o meno niente, nonostante le nostre tragiche previsioni... solo, al momento del massaggio dello zaino sotto i raggi x, a L. è stato chiesto ".. ehm.. is that a gift??"



